mercoledì 15 gennaio 2014

Elezioni regionali: Ganau si autosospende. Si dimettono gli assessori Demontis, Tedde e Azara

Sassari - La comunicazione è arrivata martedì pomeriggio in apertura di seduta. Il sindaco di Sassari Gianfranco Ganau ha deciso di autosospendersi dalle sue funzioni in quanto candidato alle elezioni regionali del prossimo 16 febbraio con il Pd nel collegio di Sassari. Porterà avanti solo un’attività formale di rappresentanza e lascerà tutte le incombenze amministrative al vicesindaco. Ad annunciare la scelta del primo cittadino – tra l’altro assente perché a Roma per ritirare il riconoscimento ufficiale dell’Unesco per i Candelieri diventati patrimonio immateriale dell’umanità insieme alla Rete italiana delle Feste con Grandi macchine a spalla) – è stato proprio Gavino Zirattu. E non sono mancati gli interventi critici nei confronti del primo cittadino. Gigi Pisanu (Gruppo Misto di minoranza), Manuel Alivesi (Forza Italia) e, più avanti, anche durante il dibattito sulla pratica relativa alla presa d’atto sul Puc ritornato a Sassari dopo essere stato in parte promosso dagli uffici regionali, da Pierpaolo Panu (“dissidente di centrosinistra”).

venerdì 3 gennaio 2014

Cappellacci aderisce al Movimento Sardegna Zona Franca

«Pur restando inalterata la mia appartenenza a Forza Italia, partito al quale sono legato fin dall'inizio della mia esperienza politica, ho deciso di formalizzare la mia adesione tecnica al Movimento Sardegna Zona Franca - Lista Maria Rosaria Randaccio». Lo ha annunciato il presidente della Regione, Ugo Cappellacci.

«Una scelta - spiega il presidente - dettata dalla necessità di aprire le porte della Regione ad una rivendicazione nata e cresciuta nelle vie, nelle piazze e nelle case della Sardegna e che deve entrare anche formalmente e fisicamente nelle Istituzioni. Si tratta anche - ha aggiunto il presidente - di un giusto riconoscimento a tutte le donne e gli uomini di buona volontà che hanno sensibilizzato l’opinione pubblica su una proposta fondamentale per la ripresa di un’isola piagata dalla crisi e da decenni di scelte politiche poco lungimiranti.

mercoledì 1 gennaio 2014

Michele Cossa (Riformatori): «Adesso la stretta finale sulle Province»

Michele Cossa
«Adesso la stretta finale sulle Province e il varo della riforma degli enti locali. Non c'è neppure un minuto da perdere: sono arrivati i pareri del Consiglio delle autonomie locali e della commissione Bilancio e dunque la commissione Autonomia del Consiglio regionale può approvare la riforma e passare il testo all'Aula per il varo definitivo». Lo dice il coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Michele Cossa.

«Adesso proprio non ci sono più scuse e questioni da risolvere - prosegue il coordinatore regionale dei Riformatori sardi - lo dobbiamo alla Sardegna, ai 525mila sardi che con il voto dei referendum hanno detto chiaramente che vogliono l'abolizione e il superamento del sistema delle Province. Ecco perché chiediamo al prossimo candidato alla presidenza della Regione del centrosinistra di sostenere la riforma e di esprimersi in tal senso. Noi siamo disponibili a tutti i miglioramenti che sono necessari. Le riforme non sono di destra o di sinistra. Appartengono agli innovatori, che si contrappongono al partito dei conservatori di privilegi e poltrone».

Giommaria Uggias (Idv): «La rinuncia di Francesca Barracciu crea ulteriore smarrimento nei sardi che si erano riconosciuti nel centrosinistra»

Giommaria Uggias
«L'Italia dei Valori aveva accettato l'esito delle primarie pur essendo state gestite male (e concluse peggio), ma la rinuncia di Francesca Barracciu, mortificata da un giustizialismo a orologeria e da un giochino della vecchia politica interno ed esterno al Pd, crea ulteriore smarrimento nei sardi che si erano riconosciuti nel centrosinistra». È quanto dichiara il segretario regionale dell’Italia dei Valori ed europarlamentare Giommaria Uggias, all’indomani dell’azzeramento della candidatura a presidente della Regione per la coalizione del centrosinistra.

«In questo contesto – aggiunge Uggias – si restringono le possibilità di vittoria del centrosinistra alle prossime regionali e la precedente posizione di vantaggio difficilmente potrà essere recuperata da una scelta di vertice».

martedì 31 dicembre 2013

Francesca Barracciu non è più la candidata presidente del centrosinistra alle elezioni regionali del 16 febbraio. Accuse pesantissime nei confronti di Soru: «Non consentirò a chi ha perso le elezioni del 2009 di fare la morale agli altri»

Francesca Barracciu
E alla fine il centrosinistra (ma quale?) è rimasto senza candidato presidente. Si vota il 16 febbraio, tra un mese e mezzo, ed Ugo Cappellacci sembra a questo punto avere la strada spianata verso la riconferma.

La svolta, attesa e tutto sommato scontata, è arrivata poco prima della mezzanotte di lunedì. Francesca Barracciu ha rimesso il mandato alla Direzione regionale. In realtà, dovrebbe essere stato un intervento dello stesso segretario nazionale Matteo Renzi a sbloccare la situazione. Nella sede del Pd di Oristano infatti era arrivato direttamente da Roma Stefano Bonaccini, responsabile nazionale Enti locali, una sorta di plenipotenziario di Renzi. Con un mandato non esplicito, perché quando ci si muove in politica non si cerca sempre di scoprire le carte. Ma, secondo i “si dice”, a Roma, anzi, a Firenze, iniziare il mandato di segretario nazionale del Pd con una sconfitta in una competizione elettorale importante come quella che per il rinnovo del Consiglio regionale sardo non sarebbe proprio il massimo. E allora ecco all’opera un “inviato”, arrivato ad Oristano per sondare, capire e, alla fine, portare a casa il tanto agognato “azzeramento”.

lunedì 30 dicembre 2013

Guido Melis: «Arturo Parisi, un nome nuovo per la Regione»

Arturo Parisi
Oristano, ore 16. Contiamo oggi sulla saggezza (saggezza?) della direzione del Pd. Tutto quanto è successo e succede è purtroppo figlio di una gestione del partito regionale priva di timone e di prospettiva, lasciata alla giornata, abbandonata  per anni alla lotta interna dei gruppi e correnti, senza una idea della Sardegna (l'ultima volta che ne abbiamo avuto una è stato con Soru). Me ne sento responsabile anche io, per quanto dovrei subito aggiungere che lo sono stato meno di altri (non foss'altro perché nel partito non ho mai contato niente, come si potrebbe dimostrare ampiamente analizzando la mia vicenda personale). Il fatto è che adesso siamo arrivati a un punto di non ritorno. Ci vorrebbe senso di responsabilità, generosità, capacità di vedere lontano.

Francesca Barracciu ha molte ragioni personali di essere risentita, avendo indubbiamente stravinto le primarie. Ora le si chiede di farsi da parte. Personalmente l'ho sostenuta e votata ed ora non la ritengo neppure colpevole di chissà quali crimini. I soldi ai gruppi sono stati una pessima prassi, il loro transito ai consiglieri senza rendicontazione anche peggio. Ma poi c'è una bella differenza, se permettete, tra chi si è comprato i rolex o finanziato le vacanze e chi quei soldi ha usato per fare la sua attività.

Elezioni regionali, la riflessione di Nicola Sanna (Pd): «Francesca Barracciu lasci, serve un nuovo nome»



Nicola Sanna
Sassari - Com'è noto alla primarie del 29 settembre non ho votato per Francesca Barracciu. Eppure all'indomani del suo risultato vincente e all'indomani dell'avviso di garanzia che le chiedeva conto dell'uso dei denari a disposizione del gruppo Ds e Pd, ho sempre pensato - nonostante tutto -, che fosse giusto riconoscerle in termini di garanzia e fino a prova contraria, l'onestà e la buona fede della sua condotta, riconoscerle da subito il ruolo di rappresentante delle nostre ragioni politiche e programmatiche proprie di tutto il Pd, del centrosinistra sardo, dei suoi militanti, degli amministratori locali che possono darci una Sardegna nuova e molto migliore di quella che ci ha consegnato Cappellacci.
Dunque è con profondo travaglio che scrivo queste mie riflessioni, perchè sono passati i giorni, le settimane, i mesi (tre oramai) dalle primarie e di quei temi che avrebbero dovuto far discutere la Sardegna, Francesca non ne ha messo in campo alcuno. L'unica questione che rileva oggi accanto al nome di Francesca dopo tre mesi di silenzio programmatico, purtroppo, è solo quella della compromissione nell'uso improprio di denaro della collettività, un'ombra pesantissima che si è trasformata nel buio più opprimente che come sempre avvolge le questioni giudiziarie, che coinvolge una grande ed importante parte del gruppo dirigente del Pd e della "classe" - alcuni la chiamano ormai "casta" -, politica dell'Isola la quale è automaticamente esclusa dalla competizione.