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| Antonio Cardin |
sabato 22 febbraio 2014
Cardin (PSd’Az): «Ganau non accetti gli incarichi in Regione. E si dimetta anche da sindaco»
venerdì 21 febbraio 2014
Ganau rinviato a giudizio per il Puc. Il 25 giugno la prima udienza. «Riuscirò a provare la mia totale estraneità»
Sassari - Solo lunedì scorso parlavamo di Gianfranco Ganau recordman isolano (ben 10100 voti per lui) delle preferenze per il Pd alle elezioni del 16 febbraio. E ieri sembrava vicina addirittura l’elezione a presidente del Consiglio regionale (che si riunirà, forse, tra una ventina di giorni). Tutto troppo prematuro. Ci sono diversi passaggi previsti dalla legge, che non possono certo essere differiti. Stamattina la novità dal Tribunale di via Roma, che però con la politica degli ultimi giorni non c'entra nulla. Il gup del Tribunale di Sassari ha disposto il rinvio a giudizio del primo cittadino sassarese con l'accusa di abuso d'ufficio per il Puc, il nuovo Piano Urbanistico, approvato, nel primo passaggio in Consiglio comunale, nel 2008. Ganau è stato prosciolto invece dall'accusa di falso. Rinviati a giudizio anche l’allora vicesindaco ed assessore all’Urbanistica Valerio Meloni e l’attuale assessore alle Culture Dolores Lai, nel 2008 consigliere comunale, tutti del Pd. Prosciolti i consiglieri comunali (l'intera maggioranza di centrosinistra) che votarono a favore della pratica.
I Riformatori sfidano il centrosinistra: nessuno pensi di resuscitare le province
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| La Provincia di Sassari |
«I Riformatori – prosegue Cossa – si confermano il partito sardo, senza legami con Roma, più forte. Abbiamo confermato i consensi e questo ci rafforza nell’impegno per riformare radicalmente la Sardegna e il sistema istituzionale. A iniziare dal riordino del sistema degli enti locali».
giovedì 20 febbraio 2014
Dopo la Regione tocca al Comune di Sassari: elezioni (quasi certe) a maggio. Chi sarà il successore di Ganau? Tutti i nomi per le (probabili) primarie di fine marzo
E adesso? Dopo le elezioni regionali è il momento delle elezioni comunali a Sassari? La risposta è sì. Ancora non si conosce la data, troppo prematuro. Né quello che precisamente adesso accadrà in Consiglio comunale. Giovedì pomeriggio è andata in scena una delle ultime sedute di questa legislatura, anzi, consigliatura, come dicono alcuni utilizzando un orrendo termine. In apertura spazio alle segnalazioni, dedicate, come prevedibile, alla posizione del sindaco, recordman della tornata elettorale del 16 febbraio con ben 10100 voti e prossimo a diventare presidente del Consiglio regionale. Il primo a chiedere apertamente le dimissioni di Ganau è stato Giancarlo Carta, Forza Italia, primo dei non eletti in Consiglio regionale. «È giusto che lei dia le dimissioni, perché lasciare al vicesindaco non sarebbe corretto. Zirattu non è stato nemmeno eletto», ha detto Carta. Ganau insomma dovrebbe anticipare il sopraggiungere dell’incompatibilità, che arriverà automaticamente con la comunicazione del risultato delle elezioni vincenti di domenica. «Ci sono regole e leggi che governano la democrazia – ha risposto Ganau –, che prevedono l’incompatibilità tra le cariche di sindaco e di consigliere regionale e che scattano in un determinato momento. È evidente. Deciderò io quando mi arriverà questa comunicazione. Le dimissioni comportano altre conseguenze: lo scioglimento del Consiglio comunale e l’arrivo del commissario. Le dico di studiarsi la legge prima di parlare. Le dimissioni sono un atto volontario che non c’entrano nulla con l’incompatibilità». «Quello di domenica per lei è un risultato grande e importante che mostra per intero la generosità della città nei confronti di chi l’ha amministrato», ha detto poco dopo Pierpaolo Panu, ribadendo la richiesta di dimissioni. Risposta fotocopia da parte di Ganau.
Michela Murgia? Tutto un bluff (in politica). I libri sono un'altra cosa
Stavolta ho seguito le elezioni regionali da spettatore. Da quando ho chiuso SARdies e aperto questo blog è stata però, sicuramente, la prima volta che il rimpianto ha fatto breccia nel mio cervello. Parlo di cervello e non di cuore perché la decisione di mettere fine all’esperienza di SARdies è stata guidata dalla logica. I sentimenti, quando i soldi non entrano nel conto corrente, è sempre meglio abbandonarli. Però un’analisi del voto posso farla. Anche perché ho seguito lo spoglio nella segreteria di un politico, un consigliere confermato con circa 4mila voti, il numero due nella lista del Pd. Parlo di Gavino Manca, lontanissimo da un irraggiungibile Gianfranco Ganau, che lunedì sera veleggiava verso le 10mila preferenze. Ma non è di Gavino Manca che voglio parlare. Del sindaco sì, ma in un altro post. Voglio scrivere due righe su Michela Murgia e sull’incredibile vittoria di Francesco Pigliaru.
martedì 18 febbraio 2014
Francesco Pigliaru nuovo presidente della Regione
Cagliari - Le operazioni di spoglio per l'elezione del presidente e del nuovo Consiglio regionale della Sardegna si sono concluse con Francesco Pigliaru in testa col 42,44 per cento davanti ad Ugo Cappellacci col 39,65 per cento. Il dato finale è stato comunicato dall'Ufficio Elettorale anche se mancano ancora otto sezioni sui 1828. In queste otto (ritenute, comunque, ininfluenti per il risultato) si è preso atto atto che non era possibile per problemi e contrasti sull'assegnazione dei voti chiudere le operazioni e i presidenti hanno quindi deciso di inviare tutta la documentazione ai Tribunali delle circoscrizioni.
sabato 15 febbraio 2014
Domenica si rinnova il nuovo Consiglio regionale. I sardi chiamati al voto sono 1.480.409
Cagliari - Domenica 16 febbraio si svolgeranno in Sardegna le elezioni del Presidente della Regione e dei componenti del 15/o Consiglio regionale e in base all'ultimo aggiornamento dei Comuni gli elettori sono saliti a 1.480.409 (+1125 rispetto precedente rilevamento), di cui 725.331 uomini e 755.078 donne.
I seggi apriranno alle 6,30 e, dopo le operazioni preliminari, si potrà votare fino alle 22 nelle 1836 sezioni, Si vota nella sola giornata di domenica e lo scrutinio avrà inizio lunedì mattina alle 7. L'elettore dovrà presentarsi al seggio con un documento di riconoscimento e con la tessera elettorale. Chi non ha la tessera o l'ha smarrita può richiederla all'ufficio elettorale del Comune di iscrizione nelle liste elettorali.
I seggi apriranno alle 6,30 e, dopo le operazioni preliminari, si potrà votare fino alle 22 nelle 1836 sezioni, Si vota nella sola giornata di domenica e lo scrutinio avrà inizio lunedì mattina alle 7. L'elettore dovrà presentarsi al seggio con un documento di riconoscimento e con la tessera elettorale. Chi non ha la tessera o l'ha smarrita può richiederla all'ufficio elettorale del Comune di iscrizione nelle liste elettorali.
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