sabato 22 febbraio 2014

Cardin (PSd’Az): «Ganau non accetti gli incarichi in Regione. E si dimetta anche da sindaco»

Antonio Cardin
Sassari – Passate le elezioni, passate vittoria e delusione (a seconda dei punti di vista), a Palazzo Ducale si ritorna alla normalità. E alle critiche dell’opposizione nei confronti del sindaco Ganau, rinviato a giudizio venerdì con l’accusa (pare, perché agenzie di stampa, tv e giornali elencavano fattispecie di reato differenti) di abuso d’ufficio e tentata concussione. «Abbiamo sempre affermato in ogni occasione di essere garantisti e, per diverse volte in questa mia prima e unica legislatura, sono intervenuto come capogruppo del PSd’Az, per dare solidarietà umana e personale a chi, come il sindaco, è stato oggetto di avvisi di garanzia e rinvio a giudizio», attacca Antonio Cardin. «Le motivazioni di questo ennesimo rinvio a giudizio, relativo al PUC e alle autorizzazioni del centro commerciale Tanit, sono molto diverse dalle altre ma, nonostante ultimamente lo scrivente non sia stato trattato con altrettanto garbo ed eleganza, non posso esimermi dal fare alcune sentite considerazioni. Ben conoscendo la dirittura morale e la coerenza del sindaco Ganau, al quale va nuovamente tutta la mia solidarietà, sono certo, alla luce del rinvio a giudizio di ieri mattina per i reati di abusi d’ufficio, falso in atto pubblico e tentata concussione, che egli rinuncerà all’incarico di presidente del Consiglio Regionale se ancora qualcuno volesse proporglielo. Sono altresì certo che, appena ricevuta la nomina ufficiale, rifiuterà l’investitura da consigliere regionale per potersi difendere al meglio senza coinvolgere in questa vicenda l’immagine e il prestigio del nuovo Pd di Renzi. Credo persino inutile sottolineare che opportunità vorrebbe, alla luce delle precedenti esternazioni, si dimettesse anche dalla carica di sindaco, rendendo inutili le polemiche su dimissioni-incompatibilità sollevate in Consiglio comunale. Analogamente sono convinto che il sindaco Ganau, d’ora in poi, sarà vicino e al fianco dell’onorevole Francesca Barracciu, vittima della vile aggressione tutta interna da parte di una ristretta elite del Pd e costretta a fare un passo indietro in nome di “non si sa bene cosa” e indefinito problema morale. La stessa Francesca Barracciu che oggi, se non si vogliono fare i “famosi” due pesi e due misure, potrebbe costituirsi parte civile contro il segretario regionale del partito, pur essendo, egli senz’altro, estraneo e innocente nei confronti di queste gravissime accuse».

venerdì 21 febbraio 2014

Ganau rinviato a giudizio per il Puc. Il 25 giugno la prima udienza. «Riuscirò a provare la mia totale estraneità»

Sassari - Solo lunedì scorso parlavamo di Gianfranco Ganau recordman isolano (ben 10100 voti per lui) delle preferenze per il Pd alle elezioni del 16 febbraio. E ieri sembrava vicina addirittura l’elezione a presidente del Consiglio regionale (che si riunirà, forse, tra una ventina di giorni). Tutto troppo prematuro. Ci sono diversi passaggi previsti dalla legge, che non possono certo essere differiti. Stamattina la novità dal Tribunale di via Roma, che però con la politica degli ultimi giorni non c'entra nulla. Il gup del Tribunale di Sassari ha disposto il rinvio a giudizio del primo cittadino sassarese con l'accusa di abuso d'ufficio per il Puc, il nuovo Piano Urbanistico, approvato, nel primo passaggio in Consiglio comunale, nel 2008. Ganau è stato prosciolto invece dall'accusa di falso. Rinviati a giudizio anche l’allora vicesindaco ed assessore all’Urbanistica Valerio Meloni e l’attuale assessore alle Culture Dolores Lai, nel 2008 consigliere comunale, tutti del Pd. Prosciolti i consiglieri comunali (l'intera maggioranza di centrosinistra) che votarono a favore della pratica.

I Riformatori sfidano il centrosinistra: nessuno pensi di resuscitare le province

La Provincia di Sassari
Cagliari - «Ci attendiamo da questa maggioranza i fatti. A iniziare dai provvedimenti sul lavoro e sulle Province. Nessuno si sogni di resuscitare le Province, magari sotto mentite spoglie, ci aspettiamo che in Consiglio arrivi subito la legge che riforma gli enti locali». Lo dice il coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Michele Cossa.
«I Riformatori – prosegue Cossa – si confermano il partito sardo, senza legami con Roma, più forte. Abbiamo confermato i consensi e questo ci rafforza nell’impegno per riformare radicalmente la Sardegna e il sistema istituzionale. A iniziare dal riordino del sistema degli enti locali».

giovedì 20 febbraio 2014

Dopo la Regione tocca al Comune di Sassari: elezioni (quasi certe) a maggio. Chi sarà il successore di Ganau? Tutti i nomi per le (probabili) primarie di fine marzo

E adesso? Dopo le elezioni regionali è il momento delle elezioni comunali a Sassari? La risposta è sì. Ancora non si conosce la data, troppo prematuro. Né quello che precisamente adesso accadrà in Consiglio comunale. Giovedì pomeriggio è andata in scena una delle ultime sedute di questa legislatura, anzi, consigliatura, come dicono alcuni utilizzando un orrendo termine. In apertura spazio alle segnalazioni, dedicate, come prevedibile, alla posizione del sindaco, recordman della tornata elettorale del 16 febbraio con ben 10100 voti e prossimo a diventare presidente del Consiglio regionale. Il primo a chiedere apertamente le dimissioni di Ganau è stato Giancarlo Carta, Forza Italia, primo dei non eletti in Consiglio regionale. «È giusto che lei dia le dimissioni, perché lasciare al vicesindaco non sarebbe corretto. Zirattu non è stato nemmeno eletto», ha detto Carta. Ganau insomma dovrebbe anticipare il sopraggiungere dell’incompatibilità, che arriverà automaticamente con la comunicazione del risultato delle elezioni vincenti di domenica. «Ci sono regole e leggi che governano la democrazia – ha risposto Ganau –, che prevedono l’incompatibilità tra le cariche di sindaco e di consigliere regionale e che scattano in un determinato momento. È evidente. Deciderò io quando mi arriverà questa comunicazione. Le dimissioni comportano altre conseguenze: lo scioglimento del Consiglio comunale e l’arrivo del commissario. Le dico di studiarsi la legge prima di parlare. Le dimissioni sono un atto volontario che non c’entrano nulla con l’incompatibilità». «Quello di domenica per lei è un risultato grande e importante che mostra per intero la generosità della città nei confronti di chi l’ha amministrato», ha detto poco dopo Pierpaolo Panu, ribadendo la richiesta di dimissioni. Risposta fotocopia da parte di Ganau.

Michela Murgia? Tutto un bluff (in politica). I libri sono un'altra cosa

Stavolta ho seguito le elezioni regionali da spettatore. Da quando ho chiuso SARdies e aperto questo blog è stata però, sicuramente, la prima volta che il rimpianto ha fatto breccia nel mio cervello. Parlo di cervello e non di cuore perché la decisione di mettere fine all’esperienza di SARdies è stata guidata dalla logica. I sentimenti, quando i soldi non entrano nel conto corrente, è sempre meglio abbandonarli. Però un’analisi del voto posso farla. Anche perché ho seguito lo spoglio nella segreteria di un politico, un consigliere confermato con circa 4mila voti, il numero due nella lista del Pd. Parlo di Gavino Manca, lontanissimo da un irraggiungibile Gianfranco Ganau, che lunedì sera veleggiava verso le 10mila preferenze. Ma non è di Gavino Manca che voglio parlare. Del sindaco sì, ma in un altro post. Voglio scrivere due righe su Michela Murgia e sull’incredibile vittoria di Francesco Pigliaru.

martedì 18 febbraio 2014

Francesco Pigliaru nuovo presidente della Regione


Cagliari - Le operazioni di spoglio per l'elezione del presidente e del nuovo Consiglio regionale della Sardegna si sono concluse con Francesco Pigliaru in testa col 42,44 per cento davanti ad Ugo Cappellacci col 39,65 per cento. Il dato finale è stato comunicato dall'Ufficio Elettorale anche se mancano ancora otto sezioni sui 1828. In queste otto (ritenute, comunque, ininfluenti per il risultato) si è preso atto atto che non era possibile per problemi e contrasti sull'assegnazione dei voti chiudere le operazioni e i presidenti hanno quindi deciso di inviare tutta la documentazione ai Tribunali delle circoscrizioni.

sabato 15 febbraio 2014

Domenica si rinnova il nuovo Consiglio regionale. I sardi chiamati al voto sono 1.480.409

Cagliari - Domenica 16 febbraio si svolgeranno in Sardegna le elezioni del Presidente della Regione e dei componenti del 15/o Consiglio regionale e in base all'ultimo aggiornamento dei Comuni gli elettori sono saliti a 1.480.409 (+1125 rispetto precedente rilevamento), di cui 725.331 uomini e 755.078 donne.
I seggi apriranno alle 6,30 e, dopo le operazioni preliminari, si potrà votare fino alle 22 nelle 1836 sezioni, Si vota nella sola giornata di domenica e lo scrutinio avrà inizio lunedì mattina alle 7.  L'elettore dovrà presentarsi al seggio con un documento di riconoscimento e con la tessera elettorale. Chi non ha la tessera o l'ha smarrita può richiederla all'ufficio elettorale del Comune di iscrizione nelle liste elettorali.